MUSEO VALDESE E DELL'ARTE CONTADINA "SCIPIONE LENTOLO"



Palazzo Miceli

Via S.Bevacqua - San Sisto dei Valdesi

87030 San Vincenzo La Costa

Il Museo apre su prenotazione, da effettuarsi ai nostri contatti, ed ogni qualvolta vi siano eventi importanti nel piccolo borgo di San Sito dei Valdesi.

Il Museo è sempre aperto durante la Notte Bianca, organizzata dalla Pro Loco di San Vincenzo La Costa, che si tiene la prima settimana di Agosto ogni anno, così come durante il Festival Internazionale della Fisarmonica, organizzato dalla Amministrazione Comunale, e durante i festeggiamenti civili della festa patronale di San Rocco. 


Per Accedere al Museo è richiesto una offerta a partire da soli 2 Euro.

Visita al Museo più visita al Borgo l'offerta parte da soli 3 Euro.

Sono esentati dall'offerta i bambini sotto i 6 anni.

Prenota la tua visita scrivendoci alla nostra E-mail: sansistodeivaldesi@gmail.com


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Ideato ed allestito dall'Associazione Culturale Femminile San Sisto dei Valdesi, il Museo Valdese e dell'arte contadina "Scipione Lentolo" nasce il 19 settembre 2009 nelle stanze di Palazzo Miceli storico edificio del XVI sec.

Oltre al suo monumentale androne Palazzo Miceli presenta, al piano superiore, soffitti lignei affrescati ed una cucina di maioliche risalente probabilmente a fine Ottocento.

Il museo, situato a piano terra, racchiude le testimonianze della presenza valdese a San Sisto, ma racconta anche il mondo contadino che in questo borgo era caratterizzato da una cultura semplice e al tempo stesso ricca di sapienza . 

Al suo interno si sono suddivisi gli ambienti per aree tematiche raccontando e riproducendo le tipiche stanze di una abitazione valdese (cucina, camera da letto ecc.). 

Per l'opera di ricostruzione ci si è basate sulla lettura ed interpretazione di testimonianze storiche e sulla tradizione orale.

Nel 2019 è stato dedicato un settore al Re della Sila Marco Berardi, personaggio ancora oggi avvolto nel mistero della leggenda e che ricopre un ruolo importante nell'immaginario collettivo di tutta la Regione Calabria .
Tutti coloro che già conoscono la leggenda del Berardi di sicuro sanno che le sue gesta hanno avuto ispirazione e linfa dalle vessazioni subite dai Valdesi di San Sisto nel 1561, per gli altri sarà, invece, una piacevole scoperta ed un gradito approfondimento.

Proseguendo nella visita è possibile vedere documenti dell'archivio Vaticano e di quello di Napoli: che narrano dell'eccidio e della presenza degli ultramontani a San Sisto. 

Parte integrante del museo è rappresentata dall'Erbario composto da erbe raccolte sul territorio sansistese le quali, oltre che per alimento, venivano utilizzate dalle Mulieres Occitane per preparare in casa rimedi farmaceutici. 

Nello stesso ambiente è ricostruita una cucina: un tavolo antico, utensili d'ogni sorta e pannelli descrittivi fanno luce sull'antico modo di vivere la cucina e preparare le vivande.

I reperti esposti, in questa come nelle altre stanze, sono originali. Non valdesi (è chiaro) ma di eguale dignità rappresentativa. 

Segue, immediatamente attigua, la rappresentazione della stanza da letto. Anche qui campeggiano oggetti antichi e pannelli illustrativi. 

Al piano inferiore, in un ambiente raggiungibile tramite le scale, sono collocati i reperti che rievocano l'eccidio dei Valdesi. Qui stanno, debitamente protette da una teca, le ossa ritrovate nel 2007 durante il rifacimento della Pavimentazione della Congregazione dell'Immacolata. 

Raccolti ed analizzati dal Cnr di Mangone, tali reperti ossei vengono attribuiti, con buona certezza, ai valdesi dell'eccidio sansistese datato 1561.

Nello stesso ambiente trovano collocazione gli strumenti agricoli utili alla lavorazione dei campi, Ovunque, in tutta questa parte di Palazzo Miceli dedicata al museo, sono esposti pannelli descrittivi utili a riassumere la storia valdese di San Sisto nelle sue parti più cruciali e significative.

Ma chi era Colui al quale è stato
intitolato il Museo?

Scipione Lentolo

Scipione Lentolo (Napoli, 1525- Chiavenna, 1599), pastore cristiano evangelico e teologo italiano. Divenne monaco a venti anni e conseguì nel 1549 il titolo di Dottore in Teologia, ma nel 1555 lasciò il monastero per sposarsi.L'inquisizione allora lo accusò di eresia e lo imprigionò , ma lui riuscì a scappare nel 1558 e si rifugiò a Ginevra dove venne a contatto con le comunità protestanti. Fu a Ginevra che divenne pastore evangelico e grazie alla sua funzione potè raccogliere le testimonianze dei valdesi di San Sisto scampati alla furia dell'Inquisizione nel 1561 e che si rifugiarono presso i confratelli Piemontesi dove Lentolo era pastore. Il suo libro "Historia delle grandi e crudeli persecuzioni fatte ai tempi nostri in Provenza, Calabria e Piemonte" fu pubblicato postumo nel 1906 con la prefazione di Teofilo Gay, influente teologo.
Da questa opera si ricavano importanti notizie riguardo San Sisto ritenuto, a torto, per troppo tempo solo una via di passaggio per gli eretici Valdesi che invece scopriamo essere stati molto numerosi e soprattutto preponderanti per questo piccolo borgo tanto che fecero di San Sisto il loro centro più importante nella Calabria dell'epoca.

Associazione Culturale Femminile San Sisto dei Valdesi
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